Andare in montagna in sicurezza nelle Alpi Cuneesi

Salita su sentiero nel vallone verso il Passo della Losetta in Valle Varaita

La maggior parte degli incidenti in montagna nasce prima di partire: un sentiero troppo lungo, un temporale ignorato, una partenza tardi. Questa guida mette in fila le regole per andare in montagna in sicurezza nelle Alpi Cuneesi, con gli strumenti dell'app che ti aiutano a seguirle.

1. Scegli un sentiero alla tua portata

Ogni scheda dell'app indica lunghezza, dislivello e difficoltà. Il numero che conta di più è il dislivello: 1000 metri di salita sono tanti anche per chi cammina spesso.

  • Facile: sentiero largo e chiaro, poca salita. Adatto anche a chi inizia.
  • Medio: qualche ora di cammino e salite vere, a volte su terreno sassoso.
  • Impegnativo: giornata lunga, tratti ripidi o esposti, serve allenamento.

Sui cartelli e sulle guide trovi anche la scala del CAI: T (turistico), E (escursionistico), EE (per escursionisti esperti) ed EEA (attrezzato, con cavi o scale). Se un sentiero è EE o EEA e non ne hai mai percorsi di quel tipo, vai con qualcuno che lo conosce. Le sigle sono spiegate una per una in Difficoltà dei sentieri: T, E, EE ed EEA.

Per capire quanto ci metterai davvero leggi Come calcolare i tempi di un'escursione, usa il calcolatore dei tempi di cammino e guarda il profilo altimetrico: ti dice dove sono le salite più dure.

2. Guarda il meteo in quota, non in paese

In paese può esserci il sole mentre in cresta tira vento a 50 km/h. L'app mostra il meteo in cima: temperatura percepita, vento e raffiche, probabilità di pioggia e zero termico in vetta, all'ora in cui pensi di arrivarci. Se sono previsti temporali, raffiche forti o ghiaccio compare un avviso.

  • Temporali: d'estate si formano spesso dal primo pomeriggio. Parti presto e programma di essere in discesa per l'ora di pranzo. Cosa fare se ti sorprendono è spiegato in Temporali in montagna.
  • Vento e freddo: ogni 100 metri di salita la temperatura scende di circa 0,6 °C. A 2500 metri può fare 10 gradi in meno che a valle.
  • Nebbia: su altopiani e pascoli fa perdere la traccia in pochi minuti. Tieni la traccia sul telefono.

3. In inverno e primavera, leggi il bollettino valanghe

Con la neve il pericolo principale sono le valanghe, anche su pendii che d'estate sembrano innocui. Prima di ogni uscita con neve leggi il bollettino per la tua zona: l'app lo mostra zona per zona. Con grado 3 (marcato) o superiore, resta su itinerari sicuri o rimanda. Come si legge, grado per grado, è spiegato in Come leggere il bollettino valanghe.

Per le ciaspolate servono anche ARTVA, pala e sonda, e saperli usare.

4. Prepara lo zaino

Anche per una gita di mezza giornata:

  • acqua (almeno un litro, di più d'estate) e qualcosa da mangiare
  • giacca antivento e uno strato caldo, anche ad agosto
  • cappello, occhiali da sole e crema
  • piccolo kit di primo soccorso
  • telefono carico e, meglio ancora, una batteria esterna
  • frontale, se c'è anche solo il rischio di tornare tardi

Sulla mappa dell'app trovi le fontane e le sorgenti: così sai dove riempire la borraccia. La lista completa, con cosa aggiungere in quota o in autunno, è in Cosa mettere nello zaino.

5. Tieni la mappa anche senza campo

In molte valli il telefono non prende. Prima di partire scarica la mappa offline: il tracking GPS funziona anche senza rete, perché il GPS non usa il segnale del telefono. Altri consigli, compreso cosa fare se ti perdi, sono in Orientarsi in montagna senza segnale; come leggere i segni sul terreno è in Segnavia e cartelli dei sentieri.

6. Lascia detto dove vai

Prima di partire di' a qualcuno quale sentiero farai e a che ora pensi di tornare. Nell'app c'è Lascia detto: prepara un messaggio con la meta, il punto di partenza su Google Maps, l'ora in cui pensi di arrivare in cima e di rientrare, e cosa fare se a una certa ora non ti sei fatto sentire. Lo mandi tu, su WhatsApp o dove preferisci.

7. Saper rinunciare

Tornare indietro non è una sconfitta. Rientra se:

  • il tempo peggiora o senti tuoni
  • sei in ritardo sulla tabella di marcia
  • il sentiero diventa più difficile di quanto pensavi
  • qualcuno del gruppo è stanco o sta male

Se qualcosa va storto

In Piemonte il numero per le emergenze, soccorso alpino compreso, è il 112. Quando chiami:

  1. di' cosa è successo e quante persone sono coinvolte
  2. indica dove sei: il nome del sentiero e, se puoi, le coordinate GPS che vedi nell'app
  3. non riattaccare per primo e tieni il telefono libero

Se non c'è campo, prova a spostarti in un punto più alto: il 112 funziona anche se prende solo la rete di un altro operatore.

Domande frequenti

Qual è la regola più importante per la sicurezza in montagna?

Scegliere un sentiero adatto e partire presto. Un percorso alla tua portata, con il tempo giusto per farlo con calma, evita la maggior parte dei problemi.

Che numero chiamo per il soccorso alpino in provincia di Cuneo?

Il 112, il numero unico di emergenza: se serve, la centrale passa la chiamata al soccorso alpino.

Posso usare il telefono come mappa in montagna?

Sì, se scarichi la mappa prima di partire e hai la batteria carica. Porta una batteria esterna: il freddo la scarica più in fretta.

Fino a che ora si può partire per un'escursione?

Dipende dalla lunghezza, ma d'estate conviene essere in cammino entro le 8-9 per rientrare prima dei temporali del pomeriggio. In autunno ricordati che fa buio presto.

Le nostre uscite, con le foto

Il percorso, le condizioni trovate e i consigli per rifarle, raccontati da chi ci è stato.

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