Segnavia e cartelli dei sentieri: come seguirli senza perdersi

Fa parte della guida Andare in montagna in sicurezza
Segnavia e cartelli dei sentieri: la Val Varaita in 3D

Sui sentieri di montagna i segni dipinti su sassi e alberi sono la prima cosa che ti guida. Saperli leggere ti evita di sbagliare bivio, e capire quando mancano ti dice che è il momento di fermarti a controllare. Questa pagina fa parte della guida Andare in montagna in sicurezza.

Il segnavia bianco-rosso

Il segno più comune sui sentieri italiani è il rettangolo bianco e rosso, la segnaletica del CAI. Lo trovi dipinto su sassi, alberi e pali, a intervalli regolari, in modo che dal segno in cui sei si veda di solito il successivo.

Accanto al bianco-rosso puoi trovare:

  • la bandierina bianco-rossa con il numero del sentiero, di solito ai bivi e lungo il percorso per confermare la direzione;
  • frecce che indicano una svolta;
  • una X o una barra che segnalano una traccia da non seguire.

I numeri dei sentieri

Ogni sentiero ha un numero o una sigla. Nelle valli cuneesi è frequente una lettera seguita da un numero: per esempio il sentiero P15 nel vallone di Riofreddo o il P26 che sale al Rifugio Migliorero, in Valle Stura. Lo stesso codice compare sulle carte e nelle descrizioni: se lo segui, sai di essere sul sentiero giusto anche dove si incrociano più tracce.

Alcuni percorsi hanno segni propri. La GTA, la Grande Traversata delle Alpi, è indicata spesso con la sua sigla sui cartelli; il Sentiero Dino Icardi, in alta Valle Maira, è segnato con tacche giallo-blu. Nella descrizione di ogni sentiero dell'app trovi i segni particolari quando ci sono.

I cartelli

Ai bivi e nei punti di partenza ci sono i cartelli segnaletici, di solito a forma di freccia. Indicano:

  • le mete raggiungibili in quella direzione;
  • i tempi di percorrenza, calcolati per un passo medio e senza soste;
  • il numero del sentiero.

Spesso c'è anche una tabella con il nome del luogo e la quota: è utile per controllare a che punto sei. I tempi dei cartelli sono una buona indicazione, ma vanno confrontati con il tuo passo: lo spieghiamo in Come calcolare i tempi di un'escursione.

Gli ometti di pietre

Dove non c'è niente su cui dipingere, come su pietraie, pascoli aperti e altopiani, il percorso è indicato dagli ometti: piccole torri di sassi impilati. Sono preziosi, ma attenzione: a volte qualcuno ne costruisce di nuovi fuori traccia. Se gli ometti non coincidono con i segni dipinti o con la traccia sul telefono, fidati dei secondi.

Quando i segni spariscono

Succede: la neve copre i sassi, la vernice si scolora, un bivio non è segnato. Se da qualche minuto non vedi più segni:

  1. fermati, invece di continuare sperando di ritrovarli;
  2. torna indietro fino all'ultimo segno sicuro;
  3. da lì guarda bene intorno: spesso il segno successivo è solo un po' nascosto;
  4. controlla la tua posizione sulla traccia nell'app, che funziona anche senza rete se hai scaricato la mappa.

Con la nebbia o la neve i segni si vedono molto meno: in quelle condizioni la traccia GPS diventa fondamentale. Altri consigli sono in Orientarsi in montagna senza segnale.

Rispetta i segni

I segnavia sono dipinti e mantenuti da volontari, soprattutto delle sezioni del CAI. Non spostare i cartelli, non aggiungere segni tuoi e non smontare gli ometti. Se trovi un cartello rotto o un sentiero franato, segnalalo alla sezione CAI della zona o all'ente parco.

Domande frequenti

Cosa vuol dire il segno bianco e rosso sui sentieri?

È il segnavia del CAI: indica che sei su un sentiero segnato. Lo trovi su sassi, alberi e pali, di solito in modo che da un segno si veda il successivo.

Cosa sono gli ometti di pietra?

Piccole torri di sassi che indicano il percorso dove non ci sono altri segni, per esempio su pietraie e pascoli. Seguili con attenzione e controllali con la traccia.

Cosa fare se non trovo più i segni del sentiero?

Fermati e torna all'ultimo segno sicuro, poi controlla la tua posizione sulla traccia GPS. Non continuare a caso sperando di ritrovare il sentiero.

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