Sbagliare i tempi è uno degli errori più comuni in montagna: si parte tardi, la salita dura più del previsto e il rientro finisce con la fretta, la stanchezza o il buio. Calcolare bene quanto dura un'escursione non è difficile, se si sa cosa conta. Questa pagina fa parte della guida Andare in montagna in sicurezza.
Distanza e dislivello: la regola di base
Il tempo di cammino dipende da due cose: quanta strada fai e quanto sali (o scendi). I club alpini usano un metodo semplice:
- calcoli il tempo per la distanza, come se fosse tutta in piano (per esempio 4 km all'ora);
- calcoli il tempo per il dislivello (per esempio 300-400 metri di salita all'ora);
- prendi il più grande dei due e aggiungi la metà del più piccolo.
Un esempio. Un sentiero di 8 km con 600 metri di salita:
- distanza: 8 km a 4 km/h fanno 2 ore;
- salita: 600 metri a 400 metri all'ora fanno 1 ora e mezza;
- totale: 2 ore + metà di 1 ora e mezza = circa 2 ore e 45 minuti di cammino.
Nell'app non devi fare il conto a mano: il calcolatore dei tempi applica questo metodo tratto per tratto, sul profilo reale della traccia, e ti fa scegliere il passo.
Le soste non sono un dettaglio
Il tempo di cammino è il tempo in cui ti muovi. Una gita vera comprende anche:
- le pause per bere e mangiare;
- le foto;
- il pranzo, al rifugio o al sacco;
- il riposo in vetta.
Per una giornata tranquilla conta almeno il 20-30% in più. Su una gita di 4 ore di cammino, vuol dire mettere in conto circa 5 ore dalla partenza al rientro.
Il passo giusto è quello del più lento
In gruppo si cammina alla velocità di chi va più piano. Con i bambini i tempi possono raddoppiare; con uno zaino pesante, o se qualcuno è poco allenato, aumentano parecchio. Meglio calcolare i tempi sul passo più tranquillo e, se si arriva prima, godersi la sosta.
Altri fattori che allungano la giornata:
- la quota: sopra i 2500 metri si fa più fatica;
- il terreno: pietraie, neve e sentieri poco segnati rallentano molto;
- il caldo, che costringe a più pause.
La discesa non è sempre più veloce
In discesa si va più in fretta, ma non su tutti i terreni. Su sentieri ripidi, pietraie o erba bagnata si scende piano, e le gambe stanche alla fine della giornata rendono più facili le scivolate. Anche il metodo dei club alpini tiene conto della discesa, con una sua velocità in metri di dislivello all'ora.
Fai i conti con la luce
L'ora del tramonto cambia moltissimo durante l'anno. A Cuneo, a fine dicembre il sole tramonta prima delle 17, a fine giugno dopo le 21. In valle, poi, il sole sparisce dietro le creste anche prima.
Per questo conviene ragionare al contrario:
- decidi a che ora vuoi essere di nuovo alla macchina, con un margine prima del buio;
- togli il tempo di cammino e le soste;
- togli il tempo di guida da casa.
Così sai a che ora partire. Il calcolatore dell'app ti mostra l'ora di rientro accanto all'ora del tramonto.
L'ora del ritorno
Prima di partire decidi anche un'ora limite: se a quell'ora non sei arrivato alla meta, torni indietro comunque. Sembra una rinuncia, ma è la regola che evita la maggior parte dei rientri al buio. D'estate tieni conto anche dei temporali, che si formano di solito dal primo pomeriggio: leggi Temporali in montagna.
Domande frequenti
Quanti chilometri si fanno in un'ora in montagna?
In piano, a passo normale, circa 4 km. In salita conta soprattutto il dislivello: un escursionista medio sale 300-400 metri all'ora, chi è allenato anche 500-600.
Quanto tempo ci vuole per fare 1000 metri di dislivello?
A un passo medio, circa 2 ore e mezza-3 ore di sola salita, a cui si aggiunge il tempo per la distanza e per le soste. Chi è allenato può metterci meno di 2 ore.
I tempi sui cartelli sono affidabili?
Sono una buona indicazione, ma sono pensati per un passo medio e non comprendono le soste. Confrontali con il tuo passo reale nelle prime gite.
