In estate, in quota, l'acqua diventa la variabile più importante dell'escursione. Tre litri nello zaino pesano tre chili. Sapere che dopo un'ora e mezza troverai una fontana al rifugio, o una sorgente a fianco al sentiero, cambia completamente il peso che ti carichi la mattina.
01 · Il layer fontane
Nell'app, sulla mappa, c'è un toggle "Fontane e sorgenti". Attivalo → sulla mappa appaiono pallini azzurri in corrispondenza di ogni punto d'acqua censito nella zona.
Tap sul pallino → si apre un'etichetta con:
- Tipo (fontana, sorgente, abbeveratoio)
- Nome (se disponibile — spesso è il nome del rifugio o della località)
- Quota approssimativa
02 · Da dove vengono i dati
I punti d'acqua sono estratti da OpenStreetMap, il database geografico collaborativo. Sono censiti da escursionisti, gestori di rifugi, associazioni CAI e mappatori locali. Copertura ottima sulle valli cuneesi.
Non sono dati "ufficiali", sono dati vissuti. Il che è meglio: sono i punti che davvero qualcuno ha trovato e segnalato.
03 · Attenzione all'acqua di sorgente
Una sorgente sulla mappa non è automaticamente potabile. Le fontane dei rifugi lo sono quasi sempre (controllate). Le sorgenti libere in quota spesso sì, ma un rapido controllo sull'aspetto (limpida, fredda, sgorga in modo continuo, non a valle di pascoli) rimane buona norma.
Se hai dubbi, un filtro a cannuccia o pastiglie potabilizzanti nello zaino risolvono. Pesano nulla.
04 · Pianifica lo zaino
Prima di partire, con il layer attivo:
- Se il sentiero attraversa 2-3 fontane → basta 1 litro di partenza
- Se è un tratto secco lungo → 2-3 litri
- Se è una cima esposta a sud in agosto → sempre acqua di riserva
Meno peso = più energia per il dislivello.
05 · Segnala nuovi punti
Se trovi una sorgente non ancora censita, puoi segnalarla su OpenStreetMap (o mandarci una mail e la aggiungiamo noi). Ogni punto in più aiuta l'escursionista che verrà dopo di te.